E SE... (EDIZIONE STRAORDINARIA)

 


Mercoledì sette gennaio si apre con un orrendo massacro: dodici persone - tra giornalisti, vignettisti, e guardie - vengono trucidati presso la redazione del settimanale francese Charlie Hébdo (http://www.charliehebdo.fr) di Parigi.
L'azione è effettuata da un commando di incappucciati vestiti di nero; va da sé che le indagini si concentrano subito sul terrorismo islamico: in passato, anche recentemente, il giornale satirico era già stato minacciato per aver pubblicato alcune vignette giudicate 'blasfeme'.
Nel pomeriggio però, filtrano indiscrezioni che - se fossimo in un Paese con operazioni dell'informazione un po' meno obnubilati dalla voglia di servire i così detti potenti - non possono non mettere in dubbio la ricostruzione ufficiale.
Le informazioni che dovrebbero mettere in allarme coloro che per mestiere dovrebbero rendere edotta la popolazione su cosa accade nel mondo, sono: gli attentatori parlavano perfettamente francese, e si muovevano come se conoscessero a memoria i locali della redazione.
A nessuno pare essere venuto in mente - nonostante qualcuno abbia ventilato un qualche parallelismo con la stagione del terrorismo in Italia - che potrebbe non trattarsi di un'azione degli islamisti, ma piuttosto di qualcosa organizzato altrove.
Almeno ai colleghi italiani dovrebbe essere quasi automatico pensarlo, visto che spesso abbiamo assistito ad operazioni di depistaggio da parte dei servizi segreti.
In fondo, la situazione francese non è molto diversa da quella italiana di allora; il presidente François Hollande è in drammatica crisi di consensi: non ci sarebbe nulla di meglio per lui che un clima di unità nazionale, per far dimenticare ai suoi concittadini le innumerevoli leggi antioperaie ed antipopolari da lui volute ed emanate.

Genova, 07 gennaio 2015

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

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